Questo blog è per la VITA.... coi suoi segreti, i sorrisi, gli inganni... che non si ferma MAI, si, non si ferma MAI!!! Anonima_Mente

Eccomi

...tutte le canzoni finiscono, ma questo è un buon motivo per non godersi la musica...?!

Blogger: menteanonima

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

By NotOkayGirl




Membri

Libri da Leggere



Anche su www.bol.it e su www.internetbookshop.it


Camminarsi dentro - Armando Editore
Camminarsi dentro
Armando Editore




La classe non è .doc
anche sul blog della professoressa http://notecellulari.splinder.com/

Feeds

E SE FOSSE TUA FIGLIA???...

Il blog di Massimiliano Frassi


Vai allo speciale 8 Marzo







Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Questo blog è protetto ai sensi della Legge n.663 del 22.04.1941 ("Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio"), così come modificata ed integrata dalla Legge n.128 del 22.05.2004. E' pertanto vietato riprodurre abusivamente, trasmettere o diffondere, con qualsiasi procedimento, l'insieme o parti del presente blog senza il consenso scritto ed esplicito dell'autrice



C'è bisogno di un AIUTO per il bambino Gramos - facciamo qualcosa anche noi. *Clicca Qui*

Clicca



Gli articoli informativi di medicina e le immagini contenute sul blog sono stati presi dai relativi siti web e il Copyright è dei rispettivi autori. Verranno prontamente rimosse qualora fosse richiesto. Grazie.



Page copy protected against web site content infringement by Copyscape



Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

  • Powered by Splinder




Contatore

visitato *loading* volte



Non guidare ubriaco!


By NotOkayGirl


By NotOkayGirl

martedì, 26 febbraio 2008
Un consiglio di lettura

Non so se vi siete accorti che nella colonna sinistra di questo blog

vi è la TAG           -----------> Libri da Leggere <-----------------

In essa vi troverete in ordine cronologico:

1)il libro di Marina Garaventa

2)il libro di UnPensiero

3)l'ebook multimediale della prof.ssa Maria Serena Peterlin

Dei primi due ne parlerò con calma in seguito

Ma stasera vorrei spendere due parole sull'ebook della professoressa

La classe non è .doc 
http://notecellulari.splinder.com/

Credo che in rete ci siano tanti blog che parlano di scuola e di problemi sociali

Ma a mio parere, il blog della professoressa maria serena peterlin merita davvero attenzione per il modo schietto e lucido in cui vengono affrontati tematiche scolastiche e sociali molto utili e interessanti sia che il lettore sia un genitore,un professore o uno studente.

Spero che anche voi come me apprezziate questa nuova opportunità di parlare....concepire....sperare per la condizione della scuola dei nostri figli.

Buona lettura dunque

@Anonima_Mente


Postato da: menteanonima a 21:55 | link | commenti (7)
dediche, attualitĂ , i perche di questo blog, consigli di lettura, oggi la scuola

lunedì, 28 gennaio 2008
Passateparola......è un libro doc!!!!!

 

princi

 “La vera storia della Principessa sul pisello
 
di Marina Garaventa e Emilia Tasso
prefazione di Maurizio Maggiani
Euro 10,00
 
Editore De Ferrari – Genova
Scuola Tipografica Sorriso Francescano S.r.l.
Via Riboli 20 - 16145 GENOVA
tel. 010 311624  - fax 010 3622813
Sito: www.editorialetipografica.com
 
Il libro può essere acquistato in tutte le librerie oppure on line
 
 
“..Se sono qui, dunque… è per rendere giustizia di una voce, una vita che mi ha parlato. E quando incontri una vita, che altro fare se non renderle omaggio? E dopo aver letto quello che ha scritto questa ragazza Marina non cambio opinione, non serve. Magari non le farà piacere, ma di tutto il suo furente dolore, di tutta la sua tragica grandezza quotidianità, mi rimangono solo parole di una vita. Un incontro che capita di fare assai raramente. E a cui rendere il dovuto omaggio.”
Maurizio Maggiani
 
“Chi conosce bene Marina Garaventa sa della sua caparbia volontà di non autocompiangersi, se mai di guardare i suoi problemi esistenziali e la sua stessa malattia con l’occhio ironico (ma potrei anche scrivere “divertito”) di chi prende le distanze dalle magagne e dai fatti personali non tanto per estraniarsene, ma per viverli con la maggior leggerezza possibile e non farli pesare sugli altri…”
Giovanni Meriana
 
“..questo non è un romanzo ma non è neppure un testo tecnico o un saggio: è il racconto, per brevi immagini, schizzi e riflessioni, di quattro anni che hanno dato un senso e un corso nuovo alla mia vita. Come vedete, la storia è scritta a due mani e l’altra è quella della Dott.ssa Emilia Tasso che, a dispetto del nome da bestia, è una proprio “tosta”. Lei è la parte “cerebrale” e “filosofica” del libro, io son la voce “terrena” e viscerale.
A scanso d’ogni equivoco, concludo facendo solo una breve, quanto pericolosa dichiarazione d’intenti: l’idea era di farvi ridere e speriamo di esserci riuscite!…”
 
Marina Garaventa
 
 
Presentazione
Martedì 26 Febbraio 2008 – ore 18.00
Mentelocale Cafè – Genova
www.mentelocale.it
gfs86_line.gif (4365 bytes)
scusate amici....
ma Marina Garaventa è una mia amica
e ancor prima di poter leggere il libro
posso assicurarvi che ne vale la pena
ACQUISTATELO
e passate parola!!!!
@Anonima_Mente

Postato da: menteanonima a 10:16 | link | commenti (14)
generale, dediche, emozioni e parole, i consigli di una mente anonima, attualitĂ , consigli di lettura

martedì, 08 gennaio 2008
da..."Il Silenzio del cuore"



Copyrights Alessandra Placucci 2007
http://www.aplacucci.it/gal/gialli.html

 

Testo estratto dal libro 
"Il Silenzio del cuore"
di Paul Ferrini

ding.gif (1493 bytes)

«Andare verso la tua felicità non è da egoisti.
In realtà è l’azione più gentile che tu possa fare
nei confronti degli altri.

Questo perché il tuo dono è necessario.
Lo spirito degli altri non può essere innalzato se tu
non hai fiducia nel tuo dono
e non lo dai al mondo senza condizioni.


Considera quanto sarebbe vuota la vita se gli altri,
intorno a te, scegliessero di abbandonare i loro doni.
Tutto ciò che tu trovi meraviglioso nella vita
(la musica, la poesia, i film, lo sport, le risate)
svanirebbe completamente,
se gli altri trattenessero i loro doni.


Non tenere i tuoi doni per te.
Non fare l’errore di credere
di non avere alcun dono per gli altri.

Tutti hanno un dono.


Ma non paragonare i tuoi con quelli degli altri,
perché potresti non dar loro il giusto valore.

Quei doni portano gioia a te e agli altri.
Se nella tua vita non c’è gioia,
è perché stai tenendo
il dono dentro di te.

Non hai fiducia nel suo valore.

Non ti stai adoperando
perché si manifesti nella tua vita».

[pag. 109]

ding.gif (1493 bytes)

 

Postato da: menteanonima a 16:43 | link | commenti (22)
il senso della vita, dediche, emozioni e parole, i consigli di una mente anonima, consigli di lettura, specchio anima

La citazione del giorno...

 

La Fisica dell'Anima

 

"Per vivere esperienze in sintonia con la tua natura,
per essere felice, ti servono solo due cose:
essere   V I V O  ed in grado di pensare"


(La Fisica dell'Anima)
Fabio Paolo Marchesi

Postato da: menteanonima a 15:29 | link | commenti
citazioni, il senso della vita, consigli di lettura

martedì, 18 dicembre 2007
Un consiglio di lettura per tutti NOI

Camminarsi Dentro - ingrandisci
Armando Editore


scritto da 1pensiero alle ore 21:20 del giorno 06/12/2007
http://1pensiero.splinder.com/

 

Camminarsi dentro

Ho creduto che andare a giro fosse la cosa più giusta, anche perché gli “altri” lo fanno. Ho camminato fuori di me, non importa dove.

Il mio comportamento ed il mio agire, in fondo, erano l’espressione dell’idea che mi ero fatto di quel che è bene o di quel che è male, e di quello che il buon senso suggeriva; ma soprattutto, mi ingannavo con stratagemmi e artifici per persuadermi su ciò che la morale collettiva mi aveva insegnato.

Ogni volta che ho avuto bisogno del migliore “Me”, stranamente, invece di camminarmi dentro, ho camminato fuori. In altre parole, ho cercato il conforto, la soluzione, le risposte all’esterno di me. Inconsapevolmente, nell’evitare di incontrare quel “Me” Autentico, indispensabile per poter far fronte a qualsiasi tempesta, ho esitato a migliorare rischiando, in certe circostanze, di naufragare.

Ho camminato su strade che non mi appartenevano, o che mi appartenevano poco, e quasi sempre sono stati percorsi convenzionali impalpabilmente “imposti” da un “pensare” direi… formale.

Così, un giorno, apparentemente uguale a tutti gli altri, compresi che in ciascuno esiste una Luce che può illuminare i momenti più oscuri e che l’unica strada che porta al Faro Interiore è quella di camminarsi dentro.

E da oggi, “Camminarsi dentro” è anche il nuovo libro di Unpensiero (Armando Editore), e un nuovo blog.

 http://camminarsidentro.splinder.com/

Titolo del post Video lettura di pag. 48

buona lettura

e credo davvero

sia un'idea regalo utile

un libro è sempre meglio

sopratutto per la nostra anima

Anonima_Mente

Postato da: menteanonima a 16:43 | link | commenti (8)
psicologia, il senso della vita, dediche, emozioni e parole, i consigli di una mente anonima, attualitĂ , consigli di lettura, specchio anima

lunedì, 03 settembre 2007
A volte...leggere...aiuta

copertina del libro

"A volte le brutte esperienze aiutano,
servono a chiarire che cosa dobbiamo fare davvero...

Le persone che fanno solo belle esperienze
non sono molto interessanti.

Possono essere appagate...
ma non sono molto profonde.

Il difficile è non lasciarsi abbattere dai momenti brutti.

Devi considerarli un dono.

Un dono crudele, ma pur sempre un dono."

Peter Cameron

Postato da: menteanonima a 22:13 | link | commenti (17)
dediche, consigli di lettura

giovedì, 31 maggio 2007
Leggere Lolita a Teheran

MIGRAZIONI

Leggere Lolita a Teheran
di: Azar Nafisi / editore: Adelphi (2004)
traduttore: Roberto Serrai - Traduzione dall'inglese

 
Indice dell'articolo
pag. 1 Nota del Traduttore
pag. 2
Roberto Serrai

 
Nota del Traduttore

Vorrei premettere una cosa, in tutta sincerità: sul libro della Nafisi
ancora non ho le idee chiare. Non fino in fondo, almeno.
Piuttosto che come delle vere note, dunque, le bizzarre disquisizioni
che seguono andrebbero intese come la testimonianza di una certa confusione, di una reazione - a bocce ferme, si suol dire - un po'
troppo umorale che stupisce anzitutto me stesso.
Pertanto, le suddette disquisizioni, a nome e per conto del loro
autore, si augurano ancora più del consueto di non indispettire
chi le dovesse leggere.
Reading Lolita in Tehran appare (Random House, 2003) due anni
dopo un altro testo che affronta, in gran parte, le stesse tematiche:
lo splendido romanzo a fumetti Persepolis, di Marjane Satrapi,
giovane iraniana da tempo emigrata in Francia.
Si tratta, come da sottotitolo, della "storia di un'infanzia", dedicata
a "tutti quegli iraniani che hanno perso la vita in prigione per
difendere la libertà, coloro che sono morti nella guerra contro l'Iraq,
che hanno subito la repressione dei diversi regimi, che sono stati
costretti a lasciare le loro famiglie e fuggire dal loro paese" (cito qui
dalla versione italiana, Sperling & Kupfer).
Quindi, incidentalmente, anche alla Nafisi.
Conoscevo già Persepolis prima che mi venisse proposto di lavorare
a quello che doveva diventare (e sono contento della decisione di
tradurre il titolo originale senza cambiarlo) Leggere Lolita a Teheran,
anche se poi il caso ha voluto che lo leggessi solo parecchio tempo
dopo.
Mi era stato (lo aggiungo a tardivo ringraziamento) raccomandato
da una mia studentessa di origine iraniana;
la stessa che - successivamente - avrebbe provveduto con pazienza
e precisione a sciogliere certi miei dubbi in merito ai tortuosi dress
codes imposti alle donne dall'ortodossia islamica.
Mi raccontò - tra l'altro - che in quel periodo (l'anno scorso o poco più),
in Iran andavano di gran moda i foulard di Hermès;
sull'onda (molto lunga) delle timide aperture che avevano seguito la
morte dell'Ayatollah Khomeini, il 3 giugno del 1989, il regime adesso tollerava un po' più di colore - oltre ai classici nero, blu e marrone
- per il rusari, letteralmente "copricapo", qui da noi,
più semplicemente, "velo".
Non lo sapevo, per quanto magari fosse logico aspettarselo, ma in Persepolis avrei ritrovato molte delle suggestioni già trasmesse
dal volume della Nafisi - volti, suoni, rumori, speranze, disillusioni,
paure.
Tanto che non mi riesce parlare di un libro senza menzionare
anche l'altro; con alcuni distinguo, però.
Leggere Lolita a Tehran, se devo essere sincero, e a mio transitorio
parere, non è un "bel" libro;
direi che è piuttosto un libro "importante", anche se qua e là ci sono
delle pagine davvero ben scritte, asciutte e penetranti come il bianco
e nero senza ombre della Satrapi.
Penso, per esempio, al racconto del funerale notturno della nonna
del "Pupo" (avevo proposto un'altra traduzione, qui), di fede baha'i,
e pertanto donna "impura" alla quale si deve negare perfino il diritto
a una sepoltura decente.
O ai capitoli dedicati al processo celebrato contro il Grande Gatsby, accusato di empietà da alcuni studenti integralisti.
Oppure la lunga sequenza delle esequie di Khomeini - ricordo
ancora i servizi dei nostri telegiornali;
sono immagini conservate in una speciale teca mentale
- dove la Nafisi riesce a comunicare con grande efficacia
la straordinaria carica emotiva, di segno a volte non facile
né immediato da comprendere (amore e odio, sollievo
e disperazione…) che attraversa come una corrente elettrica
i partecipanti alla cerimonia.
O anche - di esempi se ne potrebbero fare tanti, preferisco
fermarmi qui - la (divertente, ma è sempre black humor, certo)
irruzione domestica della polizia che bracca un loschissimo
vicino di casa dell'autrice e per soprammercato finisce,
dopo qualche giorno, per sequestrare ai Nafisi la parabola
satellitare, oggetto il cui possesso è, come dubitarne, vietato.
Un libro importante, dunque, perché stimola o dovrebbe
stimolare una serie di domande e riflessioni, al di là
(nel senso di oltre) degli eventi raccontati.
Quesiti tutt'altro che semplici.
Se Persepolis, nonostante il fertile background familiare,
l'acutezza e la rapida presa di coscienza
- leggasi perdita dell'innocenza -
della giovane protagonista è forse una storia più che altro
subita, Leggere Lolita è un lungo racconto di resistenza e
di ribellione.
Anche se sarebbe eccessivo definirlo un "manuale",
per esempio.
Ribellione al totalitarismo religioso che soffocando le
speranze democratiche e progressiste della rivoluzione
aveva fatto piombare l'Iran nel più gretto (e omicida)
oscurantismo, certo, ma anche - e vorrei poter dire
soprattutto - contro tutti i totalitarismi.
Mi rendo conto di quanto sia banale questa affermazione.
Si potrebbe infatti obiettare che è palese:
in casi del genere una denuncia "particolare" è sempre
anche una denuncia "generale", svincolata dai limiti spaziali
e temporali, e via discorrendo.
Però questo libro esce in tempi difficili, e forse va maneggiato
con più cura di quanto si creda (confesso che, per saturazione,
non ho seguito tutto il dibattito che ha accompagnato e seguito
la sua pubblicazione, quindi potrei fare delle osservazioni
ancora più balzane, e chiedo clemenza).
Per esempio, soprattutto adesso che, per restare nel nostro
paese, una nota scrittrice che non nomino continua a
propagandare una lettura dell'Islam - come dire?
- altrettanto oscurantista di quella che il regime denunciato
dalla Nafisi offre dell'Occidente (e quindi ugualmente
colpevole), sarebbe facile per qualcuno far salire l'autrice
di Leggere Lolita sul carro (Bradley o Ariete che sia)
dei "volenterosi" difensori dell'Occidente.
Lavorando al libro mi sono posto una domanda,
come forse avranno fatto anche altri lettori:
possibile che non esista, per usare parole semplici,
un musulmano "buono", oppure, più in generale,
un Islam dal volto umano con cui dialogare?
E siccome sono sicuro che la risposta è sì
- cioè, esiste -
perché non dedicargli qualche pagina in più,
soprattutto in un libro così lungo e per giunta, mi si conceda,
così gravato di ridondanze?
E giacché - ed è una cosa bella - si vuole denunciare
anche il meccanismo dell'appropriazione indebita
e interessata di un sentimento religioso sincero da parte
di un regime, che poi lo manipola a suo vantaggio,
perché non difendere con un po' più di ardore quel sentimento,
quella sincerità? Soltanto perché si è laici?
Non vorrei, con questo, essere frainteso.
Soprattutto in quanto traduttore.
Ho sempre inteso il mestiere come un servizio reso
all'autore e alla sua opera, e reso, necessariamente,
nell'ombra.
Facendo un passo o due indietro.
Come succede nell'originale, anche nella versione italiana
l'unica voce che "parla" è quella dell'autrice.
Sto solo (e solo qui) bisbigliando tra i denti che avrei
voluto un libro un po' più, come dire, equanime,
anche se è difficile pretendere certe cose da chi ha vissuto
in prima e terza persona - e magari più di altri, se non altro
in quanto donna - determinate esperienze.
O meglio, non tanto l'avrei voluto, quanto mi sarebbe sembrato,
adesso, più "utile" al bene comune.
Così come avrei preferito che questo libro, piuttosto che
riproporre in maniera un po' facile (ma anche qui,
chi sono per giudicare?) e datata l'esaltazione del sogno
americano, pur nella splendida metafora
della "green light at the end of the dock" di Fitzgerald,
si fosse interrogato più a fondo su cosa è capitato a quel sogno.
Se non altro perché, quando da più parti
(Don DeLillo, per fare soltanto un nome)
ci si interroga non senza sofferenza
- noi appassionati di cose americane, almeno, altri magari,
bella soddisfazione, lo fanno con più acrimonia -
sul come sia possibile oggi ricominciare a parlare dell'America
come "grande narrativa", come racconto che parli di nuovo
a noi e magari anche un po' di noi, la visione edenica
e (ammettiamolo) un po' acritica della Nafisi, di questi tempi
(il libro è del 2003, non si può dire che sia venuto alla luce
in epoca non sospetta),
rischia di portare acqua a un solo mulino.
Queste manchevolezze, tutto sommato, non sono
gravissime, e magari rappresentano un difetto solamente
per il sottoscritto.
Per fortuna, a distanza di tempo quello che
di Leggere Lolita mi è davvero rimasto è ben altro e migliore.
Dalle sue pagine, e con le sue azioni, non ultima
il trasferimento negli Stati Uniti,
la Nafisi rivolge al regime fondamentalista,
e a Khomeini in particolare, un'accusa ben precisa:
quella di essersi voluti appropriare in toto delle loro vite,
nei loro aspetti prima di tutto pubblici,
ma alla fine anche privati; di averle usurpate, nel tentativo
- proprio, questo sì, di ogni totalitarismo -
di renderle uniformi al proprio sogno,
a un perverso (già solo per essere imposto dall'alto)
modello di purezza ideologica e non solo.
Per riuscire in questo, prima di ogni altra cosa,
è necessario che nei cittadini o sudditi che siano
venga repressa e soffocata la fantasia, la capacità
che ogni essere umano (ogni essere vivente,
piace pensare) ha di immaginare - e perciò creare -
"qualcos'altro".
Un mondo diverso, un mondo privato dove i sogni,
i pensieri e i desideri possano prendere forma e/o
esprimersi, al di fuori di qualsiasi controllo,
e quindi anche di quello del regime.
Se si capisce questo, si può comprendere appieno
tanto la ferocia con cui gli integralisti condannano
la letteratura - tuttora uno dei modi migliori per
condividere con i propri simili il "qualcos'altro"
di cui sopra - quanto il valore affatto consolatorio,
semmai pedagogico, in senso lato, che essa riveste
per la Nafisi.
Dalle sue lezioni proibite, le sue (fortunate, perché no)
studentesse - e di riflesso i suoi lettori - imparano a
interpretare la realtà, e prima di tutto la loro, proprio
come e mentre interpretano un romanzo di Henry
James, Jane Austen o Vladimir Nabokov.
La quotidianità opprimente e conformista della nuova
teocrazia e la finzione senza tempo dei classici
della letteratura occidentale si rincorrono,
rispecchiandosi l'una nell'altra,
spiegandosi a vicenda.
Parafrasando Brecht,
l'arte - e quindi la letteratura -
riesce a diventare
(o, almeno, è quello che la Nafisi e le sue ragazze vorrebbero)
non soltanto "uno specchio (vado a memoria)
che riflette la realtà,
ma [anche] un martello per darle forma".
Nella Repubblica Islamica dell'Iran come, magari, altrove.
Roberto Serrai

http://www.lanotadeltraduttore.it/leggere_lolita_teheran.htm
Copyright © 2007, "N.d.T. – La Nota del Traduttore"


------------------------------------------------------

Le prime righe

Parte prima

Lolita

1

Nell'autunno del 1995, dopo aver dato le dimissioni
dal mio ultimo incarico accademico, decisi di farmi
un regalo e realizzare un sogno.
Chiesi alle sette migliori studentesse che avevo
di venire a casa mia il giovedì mattina per parlare
di letteratura.
Erano tutte ragazze, dato che, per quanto si
trattasse di innocui romanzi, insegnare a una
classe mista in casa propria sarebbe stato troppo
rischioso.
Fra gli studenti maschi, Nima fu l'unico a rivendicare
con ostinazione i pro-pri diritti, così acconsentii a
passargli il materiale che assegnavo e,
di tanto in tanto, a vederci da me per parlare
dei libri che stavamo leggendo.
Spesso mi divertivo a punzecchiare le mie
studentesse e, citando Gli anni fulgenti di Miss
Brodie di Murici Spark, domandavo:
«Chi di voi mi tradirà?».
Essendo pessimista per natura, ero certa che
almeno una mi si sarebbe rivoltata contro.
Nassrin una volta mi rispose con malizia:
« Ma se è stata proprio lei a dirci che alla fine
siamo sempre noi a tradire noi stessi, a diventare
il Giuda del nostro stesso Cristo!».
Manna invece mi fece notare che io non ero
affatto Miss Brodie e loro, be', loro erano
quello che erano.
Mi rammentò inoltre una delle mie raccomandazioni:
non sminuire mai, in nessuna circostanza,
un'opera letteraria cercando di trasformarla
in una copia della vita reale;
ciò che cerchiamo nella letteratura non é la realtà,
ma una epifania della verità
.

© 2004 Adelphi Edizioni

http://www.wuz.it/archivio/cafeletterario.it/336/8845918815.htm
Copyright © 1997-2006 Internet Bookshop Italia, tutti i diritti riservati.
Wuz è un marchio registrato. Licenza SIAE n. 513 / I / 06-359.
Internet Bookshop Italia è una società del gruppo
Messaggerie Libri.

__________________

cara free ho apprezzato il tuo suggerimento

di lettura ed ho passato un pò di tempo

su internet a spulciare fra le varie recenzioni

del libro in questione.

Giacchè io ancora non l'ho  letto, mi sono

affidata ad una recenzione che mi sembra

più completa rispetto alle altre.

Ed ho riportato la parte iniziale del libro.

Per te o chi volesse vi invito a commentare

questo post in modo da farne un mosaico

di emozioni personali che avete provato

nel leggerlo.

Proprio oggi commentavo nel blog di "qualquna"

(qui ) su un bellissimo post che invito a leggere

sulla libertà.

E proprio rimarcavo che la più indiscutibile

LIBERTA' di ogni essere umano è la MENTE

Nessuno può imprigionare la mente.

Figuriamoci se non sono d'accordo con te

quando esprimi il tuo rammarico verso

l'appiattimento e la completa cancellazione

della  femminilità.

Anche sopportare a volte può essere una

scelta di vita.... ma mi chiedo...ti/vi chiedo

si può sopportare in eterno?

Non si finisce per scoppiare

come una pentola a pressione?

Non so... non mi capacito....

Non rientra nel mio modo d'essere

essenzialmente donna

ma non di meno come essere umano

subire senza reagire

Sarò fatta male???

Chissà.....

ciao

@anonima_mente



 

 

 

Postato da: menteanonima a 17:22 | link | commenti (2)
psicologia, il senso della vita, emozioni e parole, consigli di lettura

giovedì, 24 maggio 2007
Il messaggio del giorno

"La salute non è solo assenza di malattia,
quanto, piuttosto, uno stato di benessere globale
che investe la sfera fisica, mentale, sentimentale e sociale."
O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità)

 

Spesso ci sarà capitato di camminare in un bosco e di notare stupiti come gli alberi siano tutti in salute; raramente capita di trovarne uno malato.

Allo stesso modo, gli animali di un branco o una mandria che vivono indisturbati nel proprio ambiente, sono sani e vitali.

Chi si prende cura di loro?
Non ci sono medici, medicine, ospedali, cure... eppure stanno tutti bene.

La risposta è semplice: la natura.
Non si tratta di un'entità sovrastante, bensì dell'insieme in equilibrio di tutti gli esseri viventi.
Così, le piante sono difese dal bosco, gli animali dall'ambiente in cui vivono. La natura si prende cura di coloro che vivono in armonia con i suoi principi.

 

Gli Indiani d'America erano circa 1,5 milioni distribuiti per tutto il territorio che oggi corrisponde grosso modo agli Stati Uniti.
Un numero pressapoco uguale alla popolazione di una città come Torino. Tra questi "selvaggi", non abbiamo mai trovato medicine, case di cura e nemmeno medici, in quanto lo sciamano era prima di tutto un guaritore spirituale e si limitava a curare le ferite dovute alle lotte o a incidenti. Semplicemente, non c'erano medicine perchè non c'erano malattie.

Se passeggiamo per una città come Torino, noteremo molte farmacie e tanti ospedali, per non parlare del numero di medici che operano sul territorio e dello spaventoso numero di persone malate.

Gli Indiani d'America sono esseri umani come gli abitanti di Torino...
quindi dov'è la differenza?

La risposta è di nuovo molto semplice: nello stile di vita.
Gli Indiani vivevano in armonia con i principi della natura, mentre l'uomo moderno ha abbandonato quello stile di vita naturale per uno artificiale e finto, richiedendo al corpo e alla mente uno sforzo enorme per adattarsi in un tempo così breve.

 

Da oltre 15 anni stiamo conducendo una ricerca approfondita sulla salute e su come sia possibile raggiungerla ripristinando il fondamentale equilibrio con la natura tenendo ovviamente conto dei tempi moderni in cui viviamo.

Il fulcro fondamentale della nostra ricerca sono l'alimentazione e lo stile di vita, che comprende molti aspetti come l'ambiente, le relazioni, l'igiene, la cura dei bambini, il sistema corpo-mente e la cura di se stessi.

Abbiamo voluto creare questa sezione dedicata proprio alla salute naturale per tutti coloro che sono alla ricerca non solo di una vera guarigione per le proprie malattie, ma di uno stile di vita più sano e completo, che prenda in considerazione tutti gli aspetti dell'essere umano.

Troverete molto materiale da leggere e su cui riflettere; periodicamente organizziamo dei corsi di salute naturale a cui potete partecipare ed averne beneficio; forniamo consulenze personali che possono integrare le terapie mediche che già state seguendo in modo da ottimizzarne gli effetti.

Soprattutto, diamo un valido sostegno nella direzione di una vita sana dove l'uomo può realizzare se stesso ed essere felice, in un sistema di scambio e di crescita con gli altri esseri umani, compatibile con l'ambiente in cui vive.

www.ricerchedivita.it/salute.htm

Questo e quant'altro in questo sito dove il messaggio che si vuole trasmettere è: "VERSO UNA SALUTE GLOBALE" a chi fosse interessato come me in questo momento di darsi delle risposte.

La mia ematologa ieri mi ha detto.... dobbiamo cambiare mentalità.... ormai siamo a contatto non più con dei medici o una medicina che deve guarire unica e indispensabile.... ma bisogna vedere il tutto in maniera GLOBALE

Su questo discorso voglio tornarci con calma

Prima voglio documentarmi meglio.

Comunque se ci fosse qualcuno...come me.... che non lo sapesse ancora..... tutto è diventato GLOBALE

Anche la nostra Salute....

ehehehehehe

Anonima_Mente

Postato da: menteanonima a 12:06 | link | commenti (7)
i consigli di una mente anonima, attualitĂ , i perche di questo blog, consigli di lettura

giovedì, 03 maggio 2007
Cogne: un delitto inventato?

 



Cogne: un delitto inventato?

Maria Grazia Torri, giornalista di arte e "detective per caso" svela la verità nascosta sulla morte di Samuele Lorenzi e Alice in anteprima ne rivela i segreti

18/04/2007 


Mentre nelle aule del processo ad Anna Maria Franzoni, difesa e accusa si fronteggiano da anni con una serie di indizi ma nessuna prova e nei salotti buoni dei media tradizionali imperversano le polemiche di colpelvolisti e innocentisti, a meno di una settimana dalla replica del procuratore generale Vittorio Corsi, un libro avanza un’ipotesi sconvolgente. E se a Cogne non ci fosse stato alcun omicidio?

L’Enigma svelato (Giraldi Editore), a giorni in libreria, è il tentativo di ricostruire il mistero di Cogne da una diversa prospettiva. La tesi è degna dei migliori racconti di Conan Doyle: mentre tutti, carabinieri, parenti, medici, giornalisti si sono inerpicati fin dal primo istante su sentieri tortuosi per cercare un assassino, nessuno si è soffermato a vagliare la strada più ovvia: se non si trova l’arma del delitto nè il movente, forse è perché non c’è stato nessun crimine. Elementare, Watson! Ma questo non è un romanzo giallo.

Davanti alle zone d’ombra e ai tanti interrogativi senza risposta, Maria Grazia Torri illuminata dall’incontro casuale con un neurochirurgo di Milano che già aveva confutato sul piano scientifico la perizia ufficiale fatta sul cadavere del bambino, lancia un sasso. Forse Samuele non è stato ucciso nè da sua madre nè da un orribile mostro. Potrebbe essere morto a causa di una violenta emorragia cerebrale, a seguito di un aneurisma e/o di una malformazione vascolare congenita che ha successivamente innescato una crisi epilettica. E, mettendo in evidenza dal punto di vista clinico errori e contraddizioni dell’analisi necroscopica del Prof. Viglino, perito incaricato dal Tribunale di Aosta, ci accompagna per mano attraverso una lettura alternativa di questo mistero.

I 17 colpi sulla nuca del piccolo Samuele di cui tanto si è parlato in questi anni sono in realtà delle lacerazioni cutanee non necessariamente causate da un’arma (mestolo o scarpone che sia),  sull’ora della morte c’è una gran confusione, l’inondamento dei ventricoli cerebrali rilevato dall'esame necroscopico è tipico dell’aneurisma e non delle lesioni traumatiche, la scena del crimine potrebbe non essere la scena di un crimine. E, ancora, non ci sono i tempi tecnici per un omicidio. Questi sono solo alcuni dei nodi cruciali di un’ipotesi che sul piano logico non fa una grinza.

Ma com’è possibile che in tutti questi anni nessuno ci abbia pensato?  

Secondo questa detective sui generis,  l’idea del delitto”, scatenata dalla cruenta scena di sangue, ha in qualche modo permeato da subito tutte le fasi delle indagini, influenzando la stessa autopsia e la successiva interpretazione dei dati. Amplificato dai media, una sorta di pregiudizio collettivo, ha fatto immediatamente calare il sipario sulla pista della morte naturale, forse senza tutti gli accertamenti necessari a fugare ogni ragionevole dubbio.

 

http://notizie.alice.it/focus/cogne.html,cnt=30440.html

Postato da: menteanonima a 21:43 | link | commenti (3)
attualitĂ , consigli di lettura

venerdì, 30 marzo 2007
la citazione del giorno.....

 

La Fisica dell'Anima

"Chi non crede ai miracoli si preclude la possibilità di viverli"

"Quando l’ego si mette da parte, si accede alla memoria del tutto"

"Non c’è niente di più facile da controllare di una persona infelice.
Non c’è niente di più incontrollabile di una persona felice"

" La prima e più potente cosa che chiunque può fare
per vivere una certa esperienza, è averne Paura.
La seconda più potente cosa che chiunque può fare
per vivere una certa esperienza
è quella di pensare ad essa con Gioia ed Entusiasmo,
riuscendo ad essere felice indipendentemente
dal fatto che si realizzi o meno"

(citaz. dal libro: "La Fisica dell'Anima" di  Fabio Paolo Marchesi)

Postato da: menteanonima a 21:42 | link | commenti
il senso della vita, consigli di lettura





Un mondo di idee e creativitĂ .Template e siti web


Heracleum blog & web tools