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...tutte le canzoni finiscono, ma questo è un buon motivo per non godersi la musica...?!

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martedì, 26 febbraio 2008
Un consiglio di lettura

Non so se vi siete accorti che nella colonna sinistra di questo blog

vi è la TAG           -----------> Libri da Leggere <-----------------

In essa vi troverete in ordine cronologico:

1)il libro di Marina Garaventa

2)il libro di UnPensiero

3)l'ebook multimediale della prof.ssa Maria Serena Peterlin

Dei primi due ne parlerò con calma in seguito

Ma stasera vorrei spendere due parole sull'ebook della professoressa

La classe non è .doc 
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Credo che in rete ci siano tanti blog che parlano di scuola e di problemi sociali

Ma a mio parere, il blog della professoressa maria serena peterlin merita davvero attenzione per il modo schietto e lucido in cui vengono affrontati tematiche scolastiche e sociali molto utili e interessanti sia che il lettore sia un genitore,un professore o uno studente.

Spero che anche voi come me apprezziate questa nuova opportunità di parlare....concepire....sperare per la condizione della scuola dei nostri figli.

Buona lettura dunque

@Anonima_Mente


Postato da: menteanonima a 21:55 | link | commenti (7)
dediche, attualità, i perche di questo blog, consigli di lettura, oggi la scuola

LA LUMACA E IL RAGAZZINO - daniela lampasona

    

LA LUMACA E IL RAGAZZINO  

Un ragazzino sopra un motorino

battibeccava con Lumaca che andava pianino.

- Vedi come vado veloce?

- Troppo! E non odo la voce.

- Vedi come sono contento?

- Io avrei solo sgomento!

- Guarda! So pure alzarlo e andare su una ruota.

- Se lo facessi io scivolerei e la mia casa  resterebbe vuota!

- Osserva com’è bello a zig zag poter andare.

- Io preferisco andar tranquilla e continuare a sbavare.

- So contemporaneamente urlar viva la vita!”

 alzando la mano e facendo W con due dita.

Poi, tutt’a un tratto, ci fu un botto

ed il ragazzino si ridusse tutto rotto.

Così Lumaca si ritrasse dentro casa molto dispiaciuta

“Se fosse andato piano

- pensò -

la vita non se la sarebbe goduta?”

 @Daniela Lampasona

ieri mi par d'aver sentito

fosse la giornata della lentezza

non ho avuto tempo di poter inserire

questa storiella

che mi sembra proprio idonea

a mettere in risalto

l'importanza della lentezza

o in alcuni casi

della saggezza!!!!

buona serata

anonima_mente

Postato da: menteanonima a 20:58 | link | commenti (1)
emozioni e parole, daniela lampasona

lunedì, 25 febbraio 2008
Ed eccoci ad un altro SANREMO

 

Ancora poche ore ed il Festival di Sanremo farà capolino nelle nostre case.

La 58ima  edizione preannuncia varie sorprese, infatti stasera al debutto ci sarà l'intervento del grande Carlo Verdone .

Non so voi, ma io aspetto di vedere la terza puntata, quella di giovedì 28, in cui i 20 campioni eseguiranno «la propria canzone in versione “riadattata” affiancati da artisti ospiti italiani e/o stranieri».

Riascoltare Cristicchi sarà davvero entusiasmante

Ma cosa che aspetto più con ansia è l'apparizione del grande Cammariere che per la sua bossa nova (che celebra i 50 anni del genere) sarà affiancato dalla star brasiliana Gal Costa (che non conosco)

Gal Costa

Vedremo cosa sarà....

@anonima_mente

 

 

 

Postato da: menteanonima a 10:33 | link | commenti (1)
generale, i consigli di una mente anonima, attualità

domenica, 24 febbraio 2008
Un tempo scrivevo così....

  

http://www.scultura.org/visualizza/opera/145.html copyright @ Patrick Brun
gfs86_bulletsmall.gif (1218 bytes)
la rabbia
 
vorrei andare
vorrei scappare
urli si inarcano
dolore s'affonda
nell'anima
quando finirà
di credere ancora
di amare ancora
d'essere quella che sono
in assoluto
una perdente??!!
@Anonima_Mente 2001
gfs86_bulletsmall.gif (1218 bytes)

Postato da: menteanonima a 15:03 | link | commenti (2)
scorci di vita vissuta, specchio anima, emozioni rabbia, perle di rabbia, parole di anonima mente

venerdì, 22 febbraio 2008
Perle di rabbia

Poichè alcuni commenti rischiano di perdersi nei meandri di un blog

vorrei mettere qui di seguito parole che mi avete lasciato

perchè siano facilmente ritrovabili....

assieme....

sino a formare un collage....

grazie a tutti voi

anonima_mente

 


Per quello che riguarda la mia di rabbia esiste, e in diversi modi, e' stata diversa a secondo dei momenti di vita.

Purtroppo mi faccio sopraffare e questo non mi piace ma non nel senso che divento violenta, purtroppo convoglio tutto in dolore interiore, chiamalo insicurezza, non so, irrazionalita', ma tengo dentro questa rabbia e mi fa soffrire.

Ho bisogno di capire, faccio continue domande e vorrei risposte.

Ma risposte spesso non esistono ho imparato.

Cosi' con il tempo mi arrabbio sempre meno, provo a convogliare la rabbia in dono per gli altri. 
Maria Grazia.

 

 
Accipicchiolina che tema interessante! Sai quanto c'ho lavorato su? Uhuuu, mesi....
Riconoscere ed elaborare la rabbia...col prof ne parliamo OGNI volta.
E diverse cosucce l'ho fatte mie.
Innanzitutto, per condizionamenti sociali la rabbia è uno dei sentimenti più difficili da ammettere.
E invece è importante esprimerla e al contempo saper usare la magia del perdono, sciogliere il passato nel presente e liberare il futuro, lasciandolo andare.
Chi non perdona abbassa il proprio livello di autostima, facendosi così del male e danneggiando le proprie potenzialità vitali.
Ma perdonare non significa dimenticare, bensì sciogliere i vincoli che ci legano all'altro nell'odio.
Se il nodo di rabbia è recente e non molto stretto e ingarbugliato, possono essere sufficienti soluzioni "primitive": gridare, piangere, prendere a botte un cuscino.
Se il groviglio è più intricato (vedi me) e di origine antica, indovina...ci vuole la psicoterapia...
Di qualunque sia il tipo di esternazione di rabbia, va buttata fuori, c'è poco da fare.
Lady
 
...io poi sono un esperta di rabbia...insomma...nn proprio esageratamente direi...ma anch'io vivo i miei momenti...come tutti credo...

LeAAA

Photobucket

 

 

 

Il mio problema più grosso è che quando ho della rabbia dentro la sfogo chiudendomi (quindi non la sfogo affatto) e la riverso in quella roba lì, quella roba che ha messo nel suo commento Leaaa: roba da mangiare. Così poi divento più grassa di 5-6 chili in pochi mesi, mi vedo brutta, penso che gli altri così tonda non mi amino, mi arrabbio con loro e con me stessa... e si ricomincia il circolo vizioso.
Cristella

Postato da: menteanonima a 16:31 | link | commenti
psicologia, emozioni rabbia, perle di rabbia

Sono ancora più arrabbiata con.....

http://gossipperia.myblog.it/media/01/00/3679092b85635d81bd4e704a57a37b17.jpg

 

Eccola...si proprio lei....

Marina Ripa di Meana

Fino a qualche giorno fà l'abbiamo vista ospite

in tante trasmissioni televisive

E pur non entrando nel merito

del suo messaggio  personale

è sorta in me la necessità di contattarla in privato

- via mail recapitata al suo sito ufficiale -

www.marinaripadimeana.it/

per esternarle delle mie domande-perplessità

sulla tematica CANCRO.

Ad oggi non mi è mai pervenuta risposta alcuna

Non dispero però....

Attendo ancora fiduciosa

Perchè la mia rabbia-sete di conoscenza

sulla malattia

non mi dà tregua.

Se fosse spontaneamente sorta in voi

la curiosità di sapere

cosa mi aspetto di sapere da lei

è presto detto

Io vivo da diversi mesi il cancro di mio padre

E proprio perchè da parente vicina

vivo questa malattia in presa diretta

sono desiderosa di sapere da lei

e come lei ho chiesto anche ad altri artisti

a chi si sono rivolti

a quale strutture pubbliche o private

per vincere il cancro

E quando parlo di vincita....

non mi riferisco alla risoluzione della malattia

che sono certa sia prettamente individuale

dalle modalità di risposta del proprio fisico

alle terapie o interventi da effettuarsi

Ma parlo di vincita psicologica!!!!

Non riesco a conciliare

se metto a confronto

la foto di marina

o quella di altri artisti

con quella di mio padre

Loro belli e sorridenti

nella loro gioiosa immagine

Mio padre....

un morto vivente

ancor prima di.....

Sta male tutta la famiglia con lui

Vorrei delle risposte.....

Perchè qui non si tratta di soldi....

Non si tratta di medici bravi o non bravi....

Anche se potrei parlare ampiamente

e fare un bel trattato

su come sia "curata"

L'ONCOLOGIA

al Nord

e come altresì al SUD

Laddove.... per esempio....

i parenti di un malato di cancro,

 demotivato,stremato dalla chemioterapia

richiedano agli oncologi

sostegno psicologico

e qui

al SUD

viene risposto....

cara signora se vuole spender soldi.... si accomodi pure

ma a trovare una persona competente in tal campo....

nella nostra città

o a maggior ragione nella nostra struttura pubblica

ci vorrebbe proprio il lanternino!!!!

E parlo di risorse interiori....

Qui parlo di fattori psicologici....

Io che amo la vita disperatamente

e che ho fatto di tutto e di più per viverla

mi vedo sfinire

e vedo sfinire mio padre dal cancro....

Non posso concepirlo.....

No.....

E voglio risposte.....

Risposte che non arriveranno mai.....

@Anonima_Mente

Postato da: menteanonima a 15:25 | link | commenti (2)
psicologia, il senso della vita, parliamo del cancro, emozioni rabbia, scorci di vita recente

Sono ARRABBIATA

 

 

 

 

 

 

 

Sono arrabbiata......

e credo che dal post sulla rabbia rimasto lì ramingo

per un bel pò di giorni

si era già capito!!

Iniziamo col dire che ho un medico di base da ben 20 anni

Iniziamo col dire che ormai il nostro è un rapporto più che amichevole

quasi fraterno e che non lo cambierei per niente al mondo

Finiamo col dire però

che ogni tanto riceve le mie sgridate a ragion veduta

se sbaglia a decifrare i miei sintomi

Ebbene dovete sapere che da quando la narcolessia ha fatto capolino nella mia vita

la mia memoria con un quoziente di potenzialità abbastanza elevato si è ridotta notevolmente.

Con i continui dimagrimenti nell'arco degli anni ho riacquistato molto a livello mnemonico.....

ma da anni non riuscivo più a leggere articoli lunghi o libri perchè dopo poche pagine

mi assaliva un tremendo mal di testa e in ogni caso la deconcentrazione era assoluta.

E inoltre la cosa che ha destato più preoccupazione in me

era  ripercorrere giornalmente i passi verso la mia macchina

per verificare se ne avessi inserito l'allarme

(cosa che sistematicamente era fatta per benino)

dopo ogni quotidiano uso della stessa.

Ho pensato bene di parlarne col mio medico

anche perchè rinunciare alla lettura non potevo accettarlo passivamente

e quegli episodi quotidiani di dubbiosità non fecero altro che

alimentare l'immaginazione che stessi per ammalarmi di precoce Alzhaimer.

Il medico pensava bene dicendomi che non credeva proprio a questa eventualità

ma non mi suggeriva NESSUN ESAME

per accertare la recidività degli episodi e del malessere a cosa fossero dovuti. 

E l'ho sgridato si..... arrabbiata all'ennesima potenza un mese fà.

PORCA MISERIA  una semplice visita oculistica ha rasserenato tutta me stessa.

SONO SEMPLICEMENTE PRESBITE!!!!!!

Che diamine .....

Si vive con l'ansia per anni....magari con il cuore piccolo piccolo nella previsione di un futuro prossimo poco carino....e invece si trattava soltanto di adeguare gli occhiali alla presbiopia???!!!!!!

Andate a controllarvi la vista..... è un consiglio!!!!!

@Anonima_Mente

 

IL SUGGERIMENTO DEL GIORNO

Per scorgere in tempo i problemi visivi

 ponete attenzione al ripetersi di questi

comportamenti:

Corrugare la sopracciglia

Battere le palpebre

Usare il dito per seguire un testo di lettura

Avvicinarsi troppo alla lettura o al giocattolo

Tenere la testa inclinata

Lamentare mal di testa

Avere gli occhi rossi

Avere difficoltà nella lettura

Scrivere al di fuori delle righe

 Notare indolenza

 Subito rivolgetevi ad un oculista

- dal web -

Postato da: menteanonima a 14:41 | link | commenti (1)
generale, dediche, i consigli di una mente anonima, attualità, i perche di questo blog, scorci di vita recente

una citazione sempre attuale

HANNAH ARENDT

 

" Dal che si potrebbe concludere che

più un bugiardo ha successo,

più gente riesce a convincere,

più è probabile che finirà anche lui

per credere alle proprie bugie ."

(La menzogna in politica)

Hannah Arendt

Postato da: menteanonima a 11:08 | link | commenti
citazioni, generale, emozioni e parole, attualità, oggi la politica

lunedì, 11 febbraio 2008
La rabbia... - Giorgio Marchese

La rabbia...
di Giorgio Marchese  ( info@lastradaweb.it )

17 febbraio 2004

 

 

 

Come se ne esce?

 

 

 

Cos’è la rabbia e cosa produce sul corpo e sulla mente di chi la prova?

 

 

 

E’ un accumulo di aggressività che, da conflittuale, diventa sempre più negativa ed è legata, per lo più, a frustrazioni / ostacolo che comportano dei ritardi rispetto a progetti che abbiamo previsto di concludere in un certo tempo.

 

 

È sempre così?

 

 

 

Ora le spiego. La rabbia può essere diretta al mondo esterno o al mondo interno. Nel primo caso, ciò è dovuto a torti che riteniamo di aver subito e la cui reazione abbiamo cercato di reprimere per un certo periodo di tempo, producendo un accumulo di tensione che, poi, può sfociare anche in gesti eclatanti. Nel secondo caso, ce la prendiamo con noi stessi quando ci riteniamo responsabili delle frustrazioni che subiamo, anche quelle a carico di altri, magari quando siamo convinti che non abbiamo agito nella maniera più opportuna.

 

 

Però, quando una persona si rende conto che è responsabile di una certa situazione o di un dato evento, non è giusto e corretto arrabbiarsi?

 

 

 

No, perché, essendo la rabbia a carica aggressiva, le comporta una reazione che diventa punitiva, in questo caso, nei suoi stessi confronti. Quello che le serve, invece, è analizzare le motivazioni che l’hanno portata a commettere gli errori, nella maniera più fredda e razionale (e, quindi, neutrergica) possibile e, quindi, agire per eliminarle.

Prendendosela con se stessa, invece, cercherà di comportarsi diversamente solo in funzione del ricordo relativo alla punizione subita, ma non perché è cambiata nel suo modo di essere.

Solo in questo modo, la volta successiva, avrà maggiori probabilità di successo.

 

Questo modo di comportarci, ricalca gli esempi che abbiamo avuto da bambini quando, per errori commessi, siamo stati puniti (da genitori, da professori, etc.) in virtù della convinzione che una punizione costituisca un motivo per far cambiare comportamento ad una persona: "La pianta si raddrizza quando è giovane!".

 

 

Quante volte l’ho sentita, questa frase!

 

 

 

E si! E questo cliché si ripete anche nel lavoro, specie in quello subordinato e, soprattutto, nelle competizioni sportive. In questo modo si crea una sorta di imprinting nella mente della persona che, per paura di ricevere ulteriori punizioni, cerca di comportarsi diversamente. E’ un cambiamento di comportamento, ma non di pensiero e di convinzioni, dovuti ad una motivazione aggressiva. Il problema si risolverebbe, invece, attraverso una gestione neutrergica, grazie alla quale si attuerebbe una maturazione della persona. Ecco perché non conviene arrabbiarsi con se stessi.

 

 

Però, nel momento in cui una persona si trova in una situazione di questo tipo, cioè in preda a rabbia, come fa ad usare la neutrergia, se è invasa da aggressività?

 

 

 

In quel momento non può farlo, deve solo scaricare la componente aggressiva in qualche modo, a livello fisico o a livello verbale. Con una forma mentis differente, tipo quella che le ho suggerito prima, non produrrà rabbia verso se stessa, perché riuscirà ad essere comprensiva relativamente al fatto che, se ha commesso un errore, evidentemente, in quel momento, non poteva produrre una strategia differente. E allora, cercherà di mettere in atto tutti i sistemi che conosce e, se è il caso, ne acquisirà degli altri, per comportarsi, in un momento successivo, in maniera diversa. E’ questo che fa una persona saggia.

 

 

Comunque, quello della punizione è un sistema diffuso... anche secondo i codici deontologici dei liberi professionisti, gli errori devono essere puniti con sanzioni!

 

 

 

La punizione dovrebbe essere prevista per chi si è comportato male sapendolo, come si usa dire... "in malafede", cioè per avere un vantaggio a danno altrui. Ma, se una persona ha sbagliato e non se n’è resa conto, la punizione dimostra che la Società è ancora barbara, incivile e in essa vige, ancora, la legge del taglione. In questo modo l’ambiente non contribuisce a far maturare le coscienze ma, semmai, induce a far cambiare comportamento... ma su basi di paura, non certo su basi di miglioramento. Allora, l’essere umano oppresso, represso e costretto a comportarsi in maniera snaturata, anche se più idonea rispetto al giudizio altrui, cercherà le occasioni in cui nessuno lo controlla per dare sfogo ai cosiddetti "bassi istinti". Infatti, i violenti per antonomasia li troviamo nei paesi repressivi, come l’Inghilterra o la Germania, dove l’educazione è sempre stata rigida, ma per imposizione, per paura, per terrore, non per convinzione.

 

 

Questo stato, cosa comporta sulla mente e sul corpo?

 

 

 

Un danneggiamento, che parte dalla mente, perché si ha una forte perturbazione di tipo aggressivo e, poi, può trasferirsi sul corpo perché i segnali bioelettrici vengono alterati e si possono determinare psicosomatosi. In aggiunta, sul corpo si può anche scaricare la rabbia con meccanismi di autopunizione. Conosco persone che si creano lesioni corporee per punirsi di errori commessi.

 

 

Anche io...tuttora ho la psoriasi!

 

 

 

Il suo, è un meccanismo di tipo inconsapevole, per cui aumenta moltissimo il livello di attività autoimmunitaria e si produce un danno sia cutaneo sia articolare.

 

 

E la febbre ci rientra?

 

 

 

Sì, il rialzo termico è legato ad un accumulo di tensione che si scarica sul termostato che si trova a livello diencefalico, in una zona centrale del cervello che si chiama diencefalo. In questo modo scarica calore e, siccome quest’ultimo, prodotto da un’accelerazione delle particelle e l’accelerazione è a carico aggressivo, in definitiva scarica aggressività.

 

 

Però così, poi, mi trovo in uno stato di debolezza.

 

 

 

Perché consuma energia.

 

 

Come mai non riesco a sfruttare la piscina in questi momenti? Sono così stanca da non poter fare movimento!

 

 

 

Il discorso è complesso. Bisogna vedere come ci arriva, alla determinazione di farsi del bene attraverso il movimento corretto. Se lei attraversa un momento in cui è infastidita con se stessa perché si ritiene responsabile, come può pensare di essere conciliante e disponibile a venirsi incontro attraverso lo smaltimento dell’aggressività in piscina? Può darsi che mette in atto un blocco psicologico che glielo impedisce. Per prima cosa bisogna conciliare, perché anche una persona stanca riesce a fare un po’ di movimento fisico, poi si può sentire esausta, ma non ha le manifestazioni che, spesso, mi riferisce lei.

 

 

Anche ieri, sono andata in piscina ma dopo pochi minuti sono dovuta uscire perché ho sentito una forte debolezza, con abbassamento della vista, e barcollavo...sono tornata a casa senza neppure farmi una doccia!

 

 

 

Consideri che non poteva essere un esaurimento fisico, altrimenti non sarebbe riuscita a tornare a casa!

 

 

E cos’è stato?

 

 

 

Delle reazioni autoaggressive che la portano a perdere il controllo della situazione e a produrre panico, per cui, la cosa più ovvia che le viene in mente, è quella di scappare in un posto dove si sente sicura, cioè casa sua. Tutto questo, perché le sta accadendo qualcosa che le fa paura, dal momento che non riesce a gestirla né a controllarla; però, di fatto, se ci riflette, riesce a guidare la macchina, a salire a casa, ad aprire la porta e a chiuderla, per cui, dal punto di vista oggettivo, così male non sta! Se stesse male sul serio, non ci riuscirebbe. E, soprattutto, una persona che ha dei seri problemi di salute, difficilmente produce un attacco di panico: non ne ha neppure l’energia.

 

 

Comunque, credo che sia necessario "impedirmi" a priori, la produzione di certi elaborati dannosi!

 

 

 

Sì, ma senza costrizioni.

 

 

Io ho verificato che smaltisco in tempi brevi e con più facilità la rabbia verso il mondo esterno, cosa che non succede quando la rabbia è verso me stessa. Ciò accade per quello che mi ha spiegato?

 

 

 

Sì. Le faccio presente che, per esempio, la produzione di attacchi di panico è legata soprattutto ad una personalità molto rigida ed alla presunzione di voler controllare le attività del mondo inconsapevole. Allora, la personalità rigida non è in grado di smaltire le frustrazioni in maniera semplice. A ciò spesso si lega la convinzione di essere sempre responsabili degli errori che si commettono e, soprattutto, di non accettarli; a quel punto, aumentano le tensioni interne, si cominciano ad avere delle interferenze negli elaborati e nella conduzione degli impulsi nervosi, si teme di non poter più controllare quello che è il proprio comportamento e si produce panico, legato alla non accettazione di trovarsi in quello stato. E’ un circuito chiuso che alimenta se stesso. Che, poi, per potersi manifestare e sostenere ci sia bisogno di uno squilibrio di neurotrasmettitori, è vero, ma è il risultato quello, non è la motivazione. Allora, per liberarsi degli attacchi di panico bisogna lavorare sodo per modificare le idee e diventare più elastici, più flessibili, più adattabili, più concilianti. Non ho mai conosciuto una persona elastica mentalmente che abbia prodotto un attacco di panico.

 

 

Rendersi accessibili a se stessi significa rendersi comprensivi verso se stessi?

 

 

 

Accessibile significa disponibile al dialogo... e, in genere, il dialogo avviene tra due persone che sono disponibili ad ascoltare, prima, e a parlare, dopo. Un buon ascolto porta all’ingresso di dati che possono influenzarci positivamente e farci cambiare idea. In conclusione, essere accessibili significa darsi la possibilità di cambiare al meglio e di non danneggiarsi. Se non sei accessibile non ti puoi nemmeno parlare e se hai deciso, per abitudine, di mettere in atto una strategia autolesionistica, la porti avanti fino alla fine. Quante volte lei mi dice "io provo a dirmi che le cose dovrebbero andare diversamente, ma non ci riesco a cambiare?"

 

 

Accade spesso!

 

 

 

...Perché, in quel momento non è accessibile, sta parlando ad un muro. Però, a furia di parlarne, di queste cose, pian piano diventa permeabile e, siccome, a livello inconsapevole, non è certo stupida, si convince che è bene cambiare sistema.

 

 

Io ne ho tanti, di apprendimenti ‘punitivi’!

 

Ad esempio, durante la mia esperienza scolastica, ho avuto insegnanti autoritari e rigidi, a partire da un’insegnante della scuola elementare che mi menava se, per caso, scrivendo, andavo fuori rigo. E ora io attuo questi sistemi punitivi verso me stessa!

 

 

 

Effettivamente, lei attua un sistema costruito negli anni e diventato, ormai, un’abitudine.

 

 

E cosa posso fare?

 

 

 

Quando prova delle sensazioni contro se stessa, si guardi allo specchio e si parli dicendosi che è solo legato a quello che ha imparato. E’ molto probabile che, osservandosi bene negli occhi, entri in comunicazione con la sua parte più profonda e qualcosa cambi.

 

 

E per le mie preoccupazioni?

 

 

 

Provi a fare tesoro di quanto disse, una volta, Winston Churchill:

"Quando sono sopraffatto dalle preoccupazioni,
ripenso a un uomo che, sul suo letto di morte,
disse che tutta la sua vita
era stata piena di preoccupazioni,
la maggior parte delle quali per cose che mai accaddero".

 

 G. M. - Medico Psicoterapeuta

 Si ringrazia Erminia Acri, per la gentile collaborazione
PROPRIETARIO Neutrergon ONLUS - Movimento per la Tutela dei Diritti Umani
Tutti i diritti riservati
http://www.lastradaweb.it/article.php3?id_article=1762

Postato da: menteanonima a 17:53 | link | commenti (14)
psicologia, il senso della vita, i perche di questo blog, specchio anima, emozioni rabbia

Dedicato ad un'amica

Jesse Steele Reading
Jesse Steele Reading - John White Alexander 
http://it.easyart.com/stampe-su-tela/John-White-Alexander/Jesse-Steele-Reading-210556.html

"Ho sempre tentato!, ho sempre fallito!"
"Non discutere, ritenta,
fallisci ancora, fallisci meglio!"
(S. Beckett)

Postato da: menteanonima a 17:04 | link | commenti (2)
citazioni, dediche, emozioni e parole





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